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Progetto pilota

contro gli odori sgradevoli derivanti da attività produttive

 

Grazie allo studio commissionato dalla Provincia di Rovigo all’ARPAV di Rovigo e al Dipartimento di Chimica Farmaceutica dell’Università di Pavia è stato realizzato il Protocollo operativo per la gestione degli impatti odorigeni derivanti da attività produttive attive in Polesine.

Un progetto di grande rilevanza dal punto di vista ambientale, quello promosso dall’Assessorato all’Ambiente e alla Protezione Civile della Provincia di Rovigo, attraverso il quale si vuole dare una risposta alle segnalazioni dei cittadini sul problema “odori” in relazione al ciclo produttivo di aziende attive nel territorio polesano.

Un problema che l’Assessorato ha scelto di affrontare in modo rigoroso e con un approccio di tipo “scientifico”; grazie infatti allo studio commissionato all’ARPAV di Rovigo e al Dipartimento di Chimica Farmaceutica dell’Università di Pavia è stato realizzato un Protocollo Operativo, immediatamente applicato in una importante azienda polesana – la Padana Resine S.p.A. del comune di Ceneselli, dove viene prodotto materiale impiegato come supporto per sistemi di isolamento ed impermeabilizzazione in ambito edile.

L’esperienza effettuata, i risultati ottenuti, i metodi utilizzati, fanno della provincia di Rovigo una realtà all’avanguardia su questo aspetto così determinante per la qualità della vita dei cittadini.

 

 

Il Protocollo operativo per la gestione degli impatti odorigeni derivanti da attività produttive

 

Il progetto commissionato dalla Provincia di Rovigo ha portato alla realizzazione di un documento indispensabile per chi si occupa di indagini sulle molestie olfattive provocate da qualunque attività produttiva presente sul territorio

Il Protocollo comprende una estesa documentazione che spazia dalla fisiologia dell’olfatto alla legislazione nazionale ed internazionale, dalle tecniche analitiche chimiche alle misure sensoriali in campo ed in laboratorio, dai nasi umani esperti ai nasi elettronici, dai modelli matematici di dispersione dell’odore alle strategie di intervento per la mitigazione della molestia.

Inoltre contiene una serie di procedure operative che permettono di impostare e condurre un’attività di studio ed analisi del problema di odori che possono potenzialmente sorgere da una qualsiasi attività produttiva, come gli allevamenti, le trasformazioni di prodotti agricoli, la lavorazione di sottoprodotti d’origine animale, le verniciature, la produzione di manufatti in vetroresina e di materie plastiche, l’industria chimica, i trattamenti termici delle materie plastiche, la combustione a bassa temperatura, il trattamento delle acque reflue.

Lo studio così impostato consente di individuare le cause degli impatti odorigeni, attraverso un approccio sia analitico che tecnico-impiantistico, e successivamente di individuare una possibile strategia di intervento; a seconda dello specifico caso si tratterà di un miglioramento gestionale degli impianti o dei processi produttivi, di un potenziamento dell’impianto di abbattimento delle emissioni, della sostituzione di una materia prima, ecc…

 

 

Il punto di partenza: l’esperienza alla Padana Resine

 

Nel comune di Ceneselli, ed in particolare presso le aziende della zona industriale, ci sono state numerose segnalazioni di molestie olfattive provenienti dalla Padana Resine; l’azienda, che utilizza come materie prime e porta ad alta temperatura oli provenienti da raffinerie e diverse tipologie di materiale plastico, si è messa a disposizione per collaborare alla individuazione delle cause dell’odore molesto ed alla loro eliminazione.

Le analisi chimiche condotte in laboratorio su campioni delle materie prime usate hanno permesso di accertare che nessuno dei prodotti utilizzati è nocivo per la salute ma, alcuni di essi, portati ad alta temperatura durante il processo di lavorazione, pur non essendo tossici potevano essere responsabili di emissioni odorigene sgradevoli ed intense.

In accordo con l’azienda, sono state usate sull’impianto le materie prime odorigene in un esperimento controllato per poter eseguire misure dell’odore emesso: i campioni di aria prelevati sono stati sottoposti ad analisi sensoriale nel laboratorio olfattometrico da parte di annusatori addestrati per quantificare oggettivamente la concentrazione dell’odore.

I risultati ottenuti sono stati introdotti in un modello matematico di dispersione dell’odore, insieme ad i dati meteorologici e climatici della centralina ARPAV più vicina: in questo modo si è ottenuta una mappa del sito con la rappresentazione del pennacchio di emissione molesta dalla Padana Resine.

In conclusione dello studio sono stati elaborati alcuni suggerimenti per l’azienda, riguardo alle materie prime da utilizzare e riguardo alle migliorie da apportare all’impianto di abbattimento, senza naturalmente stravolgere il sistema esistente, ma rendendolo più efficace nei confronti delle sostanze maleodoranti identificate nel corso dell’indagine.

La proficua collaborazione tra l’ARPAV di Rovigo ed il Dipartimento di Chimica Farmaceutica dell’Università di Pavia, insieme alla disponibilità da parte della Padana Resine ad essere l’azienda pilota del progetto, hanno portato a questo primo importante risultato: altri progetti, in corso o in fase di definizione, completeranno nel prossimo futuro l’esperienza sull’inquinamento odorigeno del territorio della Provincia di Rovigo.

 

 

Per informazioni

 

Provincia di Rovigo

Assessorato all’Ambiente

Tel. 0425.386822